2

La gestione dell’irrigazione

La gestione di una coltura fuori suolo si concretizza nel corretto pilotaggio dell’irrigazione, nel rifornimento nutritivo e nel mantenimento dei valori di EC e di pH del substrato e del drenato entro i limiti impostati. Nella gestione del ciclo aperto (cioè quando la soluzione drenata non viene re-utilizzata sulla stessa coltura) è importante gestire al meglio il pilotaggio dell’irrigazione in quanto un eccesso di drenato si traduce in un costo maggiore per l’agricoltore e in un maggior pericolo per l’ambiente, mentre è abbastanza semplice il controllo del rifornimento minerale.

Nella gestione a ciclo chiuso invece, il fine pilotaggio dell’irrigazione assume un importanza minore, mentre fondamentale è il controllo e la modalità di reintegro dei nutrienti nella soluzione nutritiva ricircolante.

L’errata gestione idrica è uno degli errori più comuni che si riscontra nelle coltivazioni fuori suolo.

Ciò è da attribuire nella ridotta riserva idrica a disposizione della pianta nella coltivazione in idroponica. In questa tecnica colturale, variazioni climatiche repentine (maggiore insolazione, forte ventosità) possono causare stress idrici anche nell’arco di poche ore.

Fondamentalmente la gestione dell’irrigazione si basa sulla conoscenza di due parametri:

  • il volume irriguo (VI): è la quantità di soluzione nutritiva che viene erogata in occasione di ogni intervento di irrigazione. Questo di solito è una quantità fissa definita dalle caratteristiche del substrato, della specie coltivata, dal tipo di impianto irriguo e dalla qualità dell’acqua.
  • La frequenza e cioè il tempo che intercorre fra un intervento irriguo e il successivo. Una volta ristabilita la capacità idrica massima, il tempo necessario per il successivo intervento può essere definito dall’evapotraspirazione effettiva della coltura.

Nelle colture fuori suolo il rifornimento minerale è sempre abbinato a quello idrico. Nel ciclo aperto, il rifornimento minerale è assicurato dalla somministrazione di soluzione sempre nuova e di composizione certa. In questo caso, l’utilizzo di una ricetta con concentrazioni dei vari elementi il più possibile simile alla concentrazione di assorbimento delle piante garantisce che il rifornimento di nutrienti sia adeguato alle esigenze della coltivazione. Nel ciclo chiuso, il problema è più complesso, in quanto occorre reintegrare gli elementi nutritivi assorbiti dalla pianta.

La tecnologia attuale di reintegro, si basa principalmente sulla misura della EC e del pH della soluzione da correggere e sull’aggiunta di soluzioni concentrate di acidi e nutrienti  fino al raggiungimento delle soglie pre-impostate.

Commercialmente si possono riconoscere due principali metodi per il reintegro dei nutrienti nelle soluzioni ricircolanti:

  • reintegro della soluzione nutritiva con nutrienti sulla base della conducibilità elettrica della soluzione ricircolante. Questo sistema, definito a “conducibilità costante” si caratterizza per mantenimento costante della EC della soluzione. Tuttavia questo sistema deve disporre di acque buone, con concentrazioni non eccessive di calcio e magnesio e basse di ioni non essenziali come sodio e cloro, per evitare che un loro progressivo accumulo provochi una riduzione dell’aggiunta di nutrienti da parte del fertirrigatore con conseguente sviluppo di carenze minerali.
  • Il reintegro dei consumi di soluzione nutritiva è effettuato non con semplice acqua, ma con una soluzione di nuova formulazione. Questo sistema, detto anche a “concentrazione dei nutrienti costante” , si caratterizza per un mantenimento più o meno costante della concentrazione dei nutrienti e per un progressivo aumento della EC della soluzione nutritiva all’aumento della concentrazione degli ioni non essenziali. Questo sistema è più adatto all’utilizzo di acque saline in quanto l’accumulo di Sali non essenziali è indicato dall’incremento di EC. La conducibilità aumenta più o meno lentamente secondo la qualità dell’acqua irrigua e della evapotraspirazione del sistema fino a raggiungere una soglia massima di tolleranza tipica della coltura. Successivamente è necessario un rinnovo totale o parziale della soluzione ricircolante, riportando a livelli inferiori la EC della soluzione nutritiva.

Per entrambi i metodi, sono consigliate periodiche analisi della soluzione nutritiva come controllo di routine per la scoperta di eventuali anomalie. In ogni caso il pH della soluzione nella vasca di ricircolo viene monitorato costantemente; gli strumenti di monitoraggio sono di norma associati a micro-pompe dosatrici in grado di erogare quantità di acido o basi tali da ripristinare le condizioni di pH ottimali per la coltura; in assenza di tali dispositivi automatizzati la correzione viene effettuata manualmente.

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi