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Coltivazione in subirrigazione capillare

Le coltivazioni senza suolo rappresentano una delle più rilevanti innovazioni tecnologiche introdotte nelle colture protette, esse sono in grado di rendere più efficiente e razionale l’uso dell’acqua e di limitare l’inquinamento ambientale provocato dai fertilizzanti.

Nel variesuirrigazionegato panorama delle colture senza suolo, i sistemi di subirrigazione capillare per le colture  costituiscono un esempio consolidato e in rapida crescita.

Normalmente, per i sistemi d’irrigazione tradizionali, gli operatori agricoli impostano frazioni di drenaggio (rapporto percentuale tra la Soluzione Nutritiva persa dal fondo del vaso e quella erogata) comprese fra il 20 e il 50%. Il drenaggio viene favorito sia per cautelarsi da eventuali fenomeni di stress idrico, sia per consentire il dilavamento dei sali in eccesso che si accumulano nel substrato a causa dell’assorbimento selettivo delle piante e per la presenza nell’acqua d’irrigazione di ioni poco assorbiti dalle piante (sodio, cloruro, solfato e, talvolta, anche calcio e magnesio).

I sistemi di subirrigazione capillare, al contrario, si caratterizzano per l’assenza di drenaggio dai vasi.
I moduli di coltivazione (bancali, canalette, pavimento, etc.) vengono periodicamente riempiti con la Soluzione Nutritiva, per un tempo variabile da 3 a 5 minuti, in modo che la parte basale del vaso sia bagnata dal liquido. In questo modo, la S.N. penetra nel vaso attraverso l’apparato radicale che fuoriesce dai fori del vaso e viene assorbita dal substrato distribuendosi all’interno di esso, mossa dall’azione di risalita capillare. Normalmente, l’azione di risalita capillare crea una colonna d’acqua di 10-13 cm, in rapporto alle dimensioni delle particelle di cui è costituito il substrato di coltivazione (l’altezza della colonna diminuisce all’aumentare della dimensione delle particelle). Per questa ragione, la subirrigazione si è diffusa maggiormente per i vasi di dimensioni contenute (altezza intorno ai 15 cm) ma anche per la coltivazione di ortaggi coltivati su cubetti.
Proprio la maggiore stabilità dei parametri chimici (pH e conducibilità elettrica – CE) della Soluzione Nutritiva rappresenta uno dei principali vantaggi della subirrigazione, in quanto rende più semplice, rispetto ad altri sistemi, la gestione della stessa. In definitiva, l’operatore deve semplicemente reintegrare i consumi delle piante aggiungendo Soluzione Nutritiva di nuova preparazione, senza dover necessariamente effettuare complessi controlli e successivi aggiustamenti della composizione della Soluzione Nutritiva di reintegro.

I principali vantaggi

Rispetto ai sistemi tradizionali, i sistemi di subirrigazione presentano diversi vantaggi, sia di natura prettamente tecnico-agronomica sia, a conti fatti, di ordine economico-gestionale.

Di seguito ne vengono elencati i principali:

  • maggiore stabilità dei parametri chimici della Soluzione Nutritiva ricircolante. Difatti, la notevole semplificazione della gestione della Soluzione Nutritiva rende concreta la possibilità di una maggiore diffusione delle tecniche di coltivazione a ciclo chiuso.
  • maggiore uniformità di distribuzione di acqua e fertilizzanti e, conseguentemente, maggiore uniformità delle piante. Con le soluzioni impiantistiche proposte per le diverse tecniche di subirrigazione, tutti i vasi ricevono la stessa quantità di SN, a meno di grossolani errori nella gestione delle pendenze e dei flussi di erogazione. Comunque, la relativa semplicità degli impianti di subirrigazione rende assai improbabile il verificarsi di tali anomalie.
  • piante più sane e maggiore efficacia dei fitofarmaci. Un aspetto che desta particolare interesse nei sistemi di subirrigazione è quello legato alla trasmissione di agenti patogeni e all’applicazione dei fitofarmaci. Infatti, l’assenza di drenaggio, tipica del sistema, impedisce ai propaguli infettivi di fuoriuscire dal vaso che ospita la pianta eventualmente infetta, riducendo il rischio di contaminazione della Soluzione Nutritiva ricircolante. L’incidenza di malattie fogliari, inoltre, è minore, perché la vegetazione non è bagnata durante l’irrigazione.
  • minore fabbisogno di acqua e fertilizzanti. L’assenza di drenaggio, il continuo ricircolo della Soluzione Nutritiva, unitamente alla più bassa concentrazione dei nutrienti, comportano un notevole risparmio nei sistemi di subirrigazione rispetto ai sistemi a ciclo aperto e, in alcuni casi, anche rispetto ad altri sistemi di coltivazione a ciclo chiuso. Parallelamente, nei sistemi di subirrigazione si registra anche una maggiore efficienza d’uso delle risorse;
  • minore fabbisogno di manodopera. L’assenza di gocciolatori, soggetti ad otturazioni e, quindi, a periodici controlli e pulizia, comporta un notevole risparmio in termini di lavoro. Inoltre, è sufficiente un unico operatore per irrigare vaste superfici, dovendo azionare semplicemente una pompa. Va anche considerato che alcune tecniche di subirrigazione si prestano ad una meccanizzazione e automazione spinta (vedi bancali a flusso e riflusso movimentati meccanicamente).
  • maggiore sfruttamento della superficie della serra, tempi di realizzazione più veloci, con costi ammortizzabili in breve tempo, facilità di realizzazione anche su strutture già esistenti.
  • minore compattamento del substrato.

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